Ledgering - Pescatori Laziali

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Ledgering

Tecniche di pesca

Il ledgering è una tecnica di pesca nata in Inghilterra ma ormai diffusa in tutto il mondo che si adatta perfettamente agli spot presenti sul territorio italiano, permettendo di mirare ad una grande varietà di specie ittiche sia nelle acque interne che in mare. Ciò che rende particolare questa tecnica è l’utilizzo di pastura tori di tantissime forme e tipi diversi ma che hanno tutti il compito di assicurare una pasturazione mirata ed efficace nei pressi della nostra esca, e l’utilizzo di speciali canne dotate di cimini sensibili in grado di rilevare anche le abboccate più delicate.

Parleremo in seguito più dettagliatamente di tutte le attrezzature necessarie prendendone in considerazione una alla volta ma prima vorrei condividere due pensieri che mi hanno accompagnato nelle mie uscite a ledgering e che continuo a ritenere valide.

1) Keep it simple! Ovvero, semplice è meglio! Soprattutto agli inizi non serve spendere centinaia di euro in attrezzature ed accessori costosi (succederà, ma a suo tempo xD) per una pesca che ancora non si conosce e che non sappiamo se continueremo a praticare nel futuro, ne serve impiccarsi nella costruzione di montature complicate ed elaborate. Una canna economica (la feeder classic di decathlon ad esempio costa meno di 40 €) un mulinello che faccia il suo lavoro, alcuni pasturatori, del buon monofilo, esche, una confezione di pastura, antitangle e minuteria varia sono tutto ciò che ci occorre per incominciare. All’inizio l’utilizzo di una montatura con antitangle ci risparmierà fatiche nella costruzione e gli ingarbugliamenti che si potrebbero creare a causa di una tecnica di lancio imperfetta, anche se in cambio si perderà un po’ di sensibilità sulle mangiate.

Montatura con antitangle:



2)L’unico limite a questa pesca è la vostra fantasia! I nostri amici pinnuti sono delle creature straordinarie che a volte ci riservano delle sorprese inaspettate, non abbiate paura a sperimentare pasture ed esche per quanto stravaganti! La carne in scatola ad esempio è un’esca molto usata dai nostri colleghi d’oltremanica ed ho visto gente pescare a ledgering utilizzando come esca lumache con il guscio, pellets alla salsiccia piccante, vermi finti della berkley e centinaia di altre esche eterodosse. Fidatevi del vostro senso dell’acqua ed imparate a conoscere i vostri avversari! Se vi sembra una buona idea, se credete che possa funzionare, allora provate!!! Il ledgering non è affatto una pesca statica, non abbiate paura a cambiare esche, luoghi e montature durante l’azione di pesca, se i risultati non arrivano allora cambiare strategia può essere una carta vincente!
LE CANNE

Come ho detto in precedenza, all’inizio non sarà necessario spendere una barca di soldi in attrezzature al top della gamma. Nella scelta della canna dovremo tenere però in considerazione alcuni fattori legati ai luoghi ed ai tipi di pesca che intendiamo fare.

Normalmente le canne da ledgering sono ad innesti, 3+vettino, ma esistono anche canne telescopiche, personalmente preferisco quelle ad innesto che hanno una curva più armoniosa ed una maggiore resistenza (oltre ad un’estetica più accattivante).

Gli anelli sono ormai tutti in SIC poiché sempre più spesso si preferisce l’utilizzo di trecciati di piccole dimensioni nei mulinelli ed il manico è solitamente in sughero e di buona lunghezza.





Particolare attenzione va dedicata al vettino (o quiver tip), solitamente le canne sono fornite con vari quiver di colore, sensibilità e materiali diversi che ci saranno utili a seconda delle condizioni meteo o del pesce che andremo ad insidiare, ad esempio per pescare cavedani e savette avremo bisogno di cimini estremamente sensibili ed in fibra di nylon, mentre per la pesca alla carpa andranno bene anche gli “hollow tip”, cimini cavi in carbonio e poco sensibili, ma che sono in grado di mantenere la naturale curvatura della canna.

È importante ricordare che la grammatura impressa sui cimini non ha niente a che vedere con i pesi lanciabili ma solo con la loro sensibilità, il lancio nel ledgering non avviene mai con il vettino ma con il fusto della canna (a contrario di quanto avviene ad esempio nel surfcasting). Al momento di eseguire i nostri lanci dovremo infatti ricordarci di non forzare mai ne frustare, ma accompagnare il lancio dolcemente e senza movimenti scomposti, la riserva di potenza del fusto farà il resto per portare le nostre esche a debita distanza!

La lunghezza delle canne varia generalmente dai 3 ai 4.20 metri e per comodità le divideremo in tre categorie diverse:

Le canne ad azione light, lunghe dai 3 ai 3.60 metri. Queste canne sono adatte alla pesca in acque ferme e poco mosse, sono fornite di più vettini di diversa sensibilità ed hanno una potenza di lancio fra i 25 ed i 75 grammi. La loro azione morbida permette l’utilizzo di fili sottili anche con grossi pesci trasmettendo al pescatore tutte le emozioni del combattimento, sono molto usate in carpodromo soprattutto in associazione con i method feeders.

Le canne ad azione media, lunghe dai 3.60 ai 3.90 metri. Queste canne vengono usate nei fiumi di dimensioni moderate e sono sicuramente le canne più versatili che ci permettono di gestire varie situazioni di pesca e pesi tra i 60 ed i 90 grammi.

Le canne ad azione heavy, lunghe dai 3.90 ai 4.20 metri. Sono delle canne estreme, per i grandi fiumi, correnti impetuose e pesci di grosse dimensioni, in grado di gestire anche pasturatori di 150 grammi e danno il meglio di se nei combattimenti con i grossi barbi europei che da alcuni anni hanno colonizzato le nostre acque. Spesso queste canne non hanno i quiver tips ma cimini simili a quelli delle canne da carpfishing e vengono utilizzati in associazione con mulinelli di grossa taglia dotati di baitrunner.




I MULINELLI
Nella scelta del mulinello adeguato dovremo tenere presente il tipo di canna a cui verrà abbinato, per le canne ad azione light andrà bene un mulinello di taglia 2500-3000, per le medium un 3000-4000 e per le heavy anche un 4000-5000. Non credo ci siano discriminanti nell’utilizzo della frizione anteriore o posteriore ma questo dipende dalle vostre preferenze e abitudini.

Al momento di acquistare un mulinello sarebbe bene controllarlo in tutte le sue parti e magari spendere qualche decina di euro in più per un attrezzo affidabile. Le esperienze personali mi hanno insegnato che non sempre il maggior numero di cuscinetti implica una meccanica migliore, mentre è molto importante assicurarsi che il pignone e la manovella siano di buona qualità, che la bobina non abbia strani “giochi” e movimenti quando scossa leggermente con la mano e accertarsi che la frizione non sgrani o si blocchi. Nulla è più frustrante di perdere un pesce a causa di una frizione bloccata!




Eccoci qui a parlare dell’oggetto che ha dato il nome a questa tecnica e che praticamente costituisce la “conditio sine qua non” per pescare a ledgering.

Sarà infatti il corretto utilizzo del pasturatore che ci permetterà di attirare il pesce nell’area che avremo scelto per la posa della nostra esca e invogliarlo ad abboccare, oltre a costituire la zavorra che ci permetterà di lanciare a debita distanza.

Negli anni le aziende, nella perenne necessità di innovarsi e proporre al pescatore oggetti sempre più accattivanti con cui alleggerirci il portafoglio, hanno prodotto centinaia di modelli differenti di pasturatori, sbizzarrendosi nelle forme dimensioni e materiali. Tutti però possono essere inseriti in quattro grandi gruppi che presentano fra di essi delle differenze sostanziali : Block end, Open end, Cage e Method Feeders.


Block end:



Sono pasturatori chiusi alle estremità che presentano un gran numero di fori, si utilizzano caricandoli di bigattini (aggiungendo al massimo un po di pastura) e sono probabilmente i più efficaci nella pesca al barbo, possono raggiungere pesi e dimensioni notevoli e vengono utilizzati molto nei fiumi di grande portata. Per evitare uno svuotamento troppo rapido del feeder è importante pressare bene le larve al suo interno ed in base alla necessità può tornare utile chiudere alcuni fori con un giro di nastro isolante.


Open end:



Sono aperti alle estremita ed hanno alcuni fori sul corpo, solitamente sono fatti di plastica, sono perfetti per l’utilizzo di pasture e sfarinati (all’occorrenza si possono mischiare un po’ di bigattini) e possono essere utilizzati anche con i pellets, facendo un “sandwich” con due teppi di pastura all’estremità ed i pellets al centro. Si utilizzano molto nei laghi e permettono di portare la pastura in profondità.


Cage feeders:





“Fratelli” degli open-end, costruiti in maglia metallica o plastica, vengono utilizzati con pasture e sfarinati in acque ferme e poco mosse, specialmente nei bassi fondali.


Method feeders:




Questa tipologia di pasturatore è quella che più si discosta dalle altre, la pastura infatti non viene inserita all’esterno ma applicata sull’armatura in modo da formare una palla compatta, la montatura inoltre sarà eseguita in-line e non in deriva come spesso viene fatto per gli altri feeders.
Utilizzato quasi esclusivamente nella pesca alla carpa da il meglio di se in carpodromi e fisheries, fondamentale è l’utilizzo di terminali molto corti, all’occorrenza potremo inserire la nostra esca proprio all’interno della palla di pastura.


Pellet cones, Flat methods e Banjo feeders:




Volevo fare un breve accenno su queste tre tipologie di method ultimi nati in casa Preston, sono pensati all’utilizzo nelle fisheries inglesi ma credo che, se utilizzati correttamente, porteranno buoni successi nella pesca alla carpa anche nelle acque nostrane dove il pesce è abituato alla pastura e ai pellets.
Da usare solo nelle acque ferme e nei fondali bassi, ponendo l’esca all’interno dela pastura, il principio alla base del loro funzionamento e quello di utilizzare una quantità minima di pastura e pellets per massimizzare il numero di catture e mantenere una costante, minima pasturazione che non sfamerà il pesce ma lo manterrà in competizione alimentare. Il segreto per il corretto utilizzo di questi feeders è una precisione assoluta nel lancio, posizionando il feeder sempre nello stesso punto.

Un semplice ed efficace innesco derivante dal carpfishing è il quickstop:

Quickstops e pushstops, l'hair rig "facile facile"
Presenti sul mercato da un po' e prodotti rispettivamente dalla Korum (il quickstop) e dalla Drennan (il pushstop) sono piccoli accessori concepiti per realizzare in maniera pratica e veloce inneschi "sul capello" abbinando le ottime prerogative degli inneschi con amo esterno alla rapidita' che e' spesso richiesta nella pesca a fondo di oggi, soprattutto se ci piace pescare a feeder o magari utilizzando un method oppure semplicemente un bel piombo ed un innesco ben presentato e selettivo e non solo in acque interne.
Nei vari modeli potremo scegliere tra versioni standard ed XL oltre che in vari colori, a seconda di che impiego ne faremo,la prima volta che li acquistiamo occorrera' anche prendere l'apposito ago per l'innesco, il cosiddetto "needle" e, se non ne abbiamo,ami con occhiello delle misure adeguate,io uso i Preston nelle serie PR36 ottimi per via dell'occhiello leggermente angolato verso l'esterno che migliora l'effetto di allineamento del terminale , PR38 PR39 come prima ma piu' robusti e con o senza ardiglione
ed i Middy KM 2 molto versatili, o , per la caccia grossa, ci sono altri ottimi modelli della Korum, sempre con occhiello o varie altre marche,l'importante e' che abbiano l'occhiello e non la paletta



Quanto tempo abbiamo perso pescando magari a feeder e con i pesci in pastura per realizzare un innesco ben fatto sul capello? con loro inpiegheremo davvero 3 secondi ...
Il concetto e' lo stesso che ha reso rivoluzionario l'innesco sul capello nel carp fishing:
L'esca e' collegata all'amo da un corto spezzone di filo molto mobile e morbido e l'amo e' libero di far presa nella bocca del pesce una volta aspirato insieme all'esca e successivamente risputato a seguito del rifiuto da parte di quest'ultimo che cosi' facendo si auto allamera' sulla resistenza della zavorra...
Ecco allora una piccola panoramica non esaustiva di quello che potremo innescare: particles (mais ,ceci, piselli favette lupini etc) boiles e mini boiles( se non forate previa foratura con trapanino) pellet morbide o dure(le dure se non forate ,previa foratura e le morbida prestando attenzione a che non si sfaldino o preforandole con l'ago da innesco) ma il limite di "cosa " innescare sara' solo la nostra fantasia a porlo,
perche' potremmo andare avanti a lungo , per esempio tocchi di verdura bollita,cubetti di carne da innesco,tocchi di formaggio etc etc



L'accessorio si presenta come un conetto in plastica con due fori,uno trasversale ed uno longitudinale.
Nel montaggio per prima cosa si prende un conetto, si infila per il foro longitudinale sull'apposito ago e si prende uno spezzone di filo,che sara' il nostro terminale ma ancora privo di amo,(io preferisco nylon da terminali morbido che conferisce mobilita' al capello , oppure trecciatino da terminali per il method) e lo si fa' passare per il piccolo foro trasversale


Dopodiche' si racchiude il conetto in una piccola asola (qui appare tutto un po'piu' grande per ragioni fotografiche)


a questo punto si prende il nostro amo con occhiello e con l'altra mano si infila il capo libero del terminale per l'occhiello ,dalla parte esterna(taglieremo il terminale alla lunghezza desiderata che varia a seconda di quello che andremo a fare, sempre corto per il method, piu' lungo per gli altri impieghi etc etc) facendo scorrere l'amo fino alla giusta distanza dal conetto a seconda della dimensione del "capello" che vorremo ottenere (regolandoci a seconda di cosa innescheremo etc etc ) e si esegue un "nodo senza nodo"


A questo punto si collega il terminale alla madrelenza e siamo pronti ad innescare.
Prendiamo l'apposito ago da innesco ed infiliamolo nella parte cava del conettino,poi prendiamo l'esca e la trapassiamo facendo uscire il conetto dalla parte opposta


ora sfiliamo l'ago e lasciamo che l'esca così passata sul capello, trovi arresto sul conettino di fermo ed il gioco e' fatto


Con un po' di pratica ci vorranno pochi secondi ad innescare e, oltre ad avere piu' tempo per pescare, sicuramente avremo anche piu' pesci a guadino poiche' con questo sistema la percentuale di mangiate trasformate in cattura sale rispetto ad un innesco tradizionale.
Da notare poi che,soprattutto quando avremo pesce bianco in pastura (per esempio breme,carassi etc) con alcune esche si riesce a rilanciare direttamente senza reinnescare poiche' l'esca rimane spesso integra ed a volte mi capita anche con il mais, se uso i chicchi da innesco piu' duri, ma anche se doivremo reinnescare, lo faremo in pochi secondi.
Concludo con alcuni esempi di innesco : Microboiles (preforata con nut drill ) e trenino di chicchi (buono anche per method e piu' selettivo del chicco singolo ma ovviamente allungando "il capello" si possono innescare anche tre quattro chicchi sempre in pochi istanti etc etc)


 
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