Spinning trota torrente - Pescatori Laziali

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Spinning trota torrente

Tecniche di pesca



Sveglia alle 4.30 del mattino, ancora più presto di quando vado a trovare i miei cari amici bass, l’aria non sembra malvagia, il cielo è sereno, carico il tutto in macchina e parto con ancora il buio e le stelle,
destinazione Aniene, all’arrivo il gelo, il termometro segna una temperatura di -5, ci si prepara e si scende a bordo fiume, si inizia a lanciare nelle buche, nel recuperare l’acqua ghiaccia sulla canna e si creano degli anellini di ghiaccio, l’acqua fuma, intorno soltanto natura e vegetazione, ci si sposta frequentemente, per ogni spot qualche lancio, poi ci si sposta e si prosegue, si passa tra i rovi, nel bosco sotto gli alberi, ci si fa strada, poi tra verdi prati fino al prossimo accesso all’acqua e poi di nuovo a lanciare, fin quando non si trova il punto in cui c’è la nostra preda, lì nascosta dietro a quel sasso, al riparo della corrente, in attesa che qualcosa di commestibile passi a portata di bocca, ed è proprio in quel momento in cui ci siamo avvicinati all’acqua senza farci vedere e non facendo rumore che nel primo lancio che effettuiamo sentiamo la nostra canna in trazione, la leggera ferrata e la trota è in canna, parte e fa fischiare la frizione, salta fuori dall’acqua, sembra indemoniata, ma poi lentamente riusciamo a portarla a portata di mano e abbiamo lì quella creatura che tanto ci ha fatto faticare e ci ha fatto fare peripezie per poterla catturare, e a quel punto da bravi pescatori sportivi non ci resta altro che farci una veloce foto insieme a lei e rendergli la libertà nella speranza che ci faccia divertire ancora in futuro.



Questo è il paesaggio che si prospetta a chi va ad affrontare una battuta di pesca alla trota, le emozioni e tutto quello che ne segue.

La trota è un pesce d’acqua dolce appartenente alla famiglia dei salmonidi ed è presente in quasi tutta l’Europa, vive in acque limpide e molto ossigenate e non sopporta l’inquinamento, fisicamente ha una muscolatura molto sviluppata ed un corpo dalla forma allungata ed affusolata per contrastare la corrente delle acque in cui vive e riuscire a nuotare anche nelle veloci acque dei torrentini di montagna.

In Italia ci sono quattro specie di Trota e sono:

Trota Fario - La si trova in quasi tutta Italia nei torrenti e fiumi di montagna a corso veloce con acqua molto ossigenata e fresca, è la trota selvatica originale del nostro paese, possiede una colorazione verde scuro/grigio olivastra sul dorso con fianchi grigio/giallo ed il ventre è chiaro ,è ricoperta da macchie tonde di colore nere e rosse che nelle specie selvatiche sono molto piccole e fitte, mentre nelle trote di immissione sono molto più grandi e poco fitte una sottospecie della fario è la macrostigma che è originaria solo del Fibreno e in alcune parti della Sardegna e dell'Abruzzo, si può riconoscere per la totale mancanza dei puntini rossi e la vistosa macchia nera situata sull’opercolo.

Trota Iridea – è di origine Americana, è ormai diffusa in tutta Italia,più slanciata e dalla testa più piccola rispetto alla cugina fario, il dorso e di colorazione verde scuro, ventre chiaro e fianchi argentei ricoperti in modo fitto da puntini neri, tutto il fianco è percorso da una striscia rosata e sono le trote che più vengono utilizzate per i ripopolamenti e per gli allevamenti in laghetto.

Trota Marmorata - è la razza di trota più robusta, presenta una grande testa dalle poderose mascelle, di colorazione grigio scuro con riflessi argento e dal disegno marmorizzato che appunto caratterizza la specie, il ventre e di colore chiaro, la sua distribuzione è soltanto nel nord Italia, dall’appennino Tosco/emiliano in su, con i vari affluenti del Po e i vari fiumi alpini.

Trota Lacustre - molto simile alla fario ma con la testa più possente e dalle mandibole più massicce, differisce dalla fario anche per la colorazione in quanto presenta una livrea più argentea e il corpo puntinato da piccole macchie nere. La sua distribuzione è anche per essa soltanto nel nord Italia ma oltre che in acqua corrente, predilige laghi con buona profondità ed è l’unica a tollerare minori quantità di ossigeno disciolte in acqua.



Caratteristiche comuni per tutte le specie è la sensibilità alla luce, infatti nelle giornate soleggiate si rintanano all’ombra dei rami e delle pietre, uscendone soltanto per afferrare la preda del momento, tutte le trote sono totalmente carnivore, basando la loro dieta sul pesce foraggio e sugli insetti.
Prediligono acque fresche con temperatura non superiore ai 17/18 gradi e molto ossigenate, il loro periodo riproduttivo che naturalmente corrisponde con il periodo di chiusura è il periodo invernale tra ottobre e febbraio, all’arrivo della primavera la trota inizia la ricerca del cibo in modo frenetico per rimettersi in forze dopo il periodo degli amori, favoriscono la pesca le giornate ancora spesso nuvolose e coperte, l’estate è il periodo peggiore e più difficile per la pesca della trota, in quanto le alte temperature le rendono molto apatiche e svogliate nell’inseguire la preda, in questo periodo vanno sfruttate le giornate nuvolose e con pioggia leggera, in cui la temperatura è più bassa e l’acqua è più ossigenata, infine l’autunno è come la primavera il periodo più pescoso per la trota, in quanto le temperature calano ed il pesce ridiventa aggressivo, inizia a immagazzinare energie per l’inverno e per il periodo riproduttivo.

Nei mesi più caldi le trote non sono molto attive, preferiscono restare nascoste nelle loro tane a riparo di rocce e vegetazione e diventano più attive negli orari più freschi e cioè in prima mattina e nel tardo pomeriggio, quindi questi sono i momenti migliori per pescare, invece nei mesi più freddi le trote sono in generale sempre attive, e le giornate migliori sono quelle caratterizzate da cielo nuvoloso e leggera pioggia.



Le canne consigliate per questa tecnica cono canne da spinning di lunghezza tra il 1,80 e 2,10 (6’/7’)in quanto non si ha necessità di lunghi lanci e la piccola dimensione consentirà di muoversi meglio nella vegetazione del lungo riva, in genere ad azione di punta e parabolica progressiva con una grammatura di 2/15 o poco più, per lanciare piccole esche che dovranno essere utilizzate in genere in bassi fondali con pochi cm di acqua dove appunto si utilizzeranno grammature più pesanti in caso di maggior profondità.

Il mulinello dovrà bilanciare la canna, quindi anche esso di piccole dimensioni tra un 1000 o un 2500, che appunto dovranno essere dimensionati alla canna, su questi imbobinato del filo poco elastico in quanto dovranno trasmettere tutte le minime vibrazioni e non dovranno dare problemi per la leggera ferrata che dovrà essere data ad abboccata avvenuta, buon può essere il fluorocarbon che corrisponde esattamente alle caratteristiche qui richieste, ma si può avere l’inconveniente della non tenuta perfetta al nodo e alla bobina del mulinello in cui tende a fuoriuscire.



Le esche da utilizzare maggiormente sono di tre tipi:

1. Cucchiaini Rotanti ci sono di varie forme e fattezze, i più conosciuti sono tre modelli, i martin che consistono in una paletta dalla forma appunto del cucchiaino bucata ad un’estremità in cui passa un filo di ferro, su questo ad un estremità il piombo e a seguire l’ancoretta, nell’altra si legherà la lenza,poi ci sono i rotanti con cavalierino su cui ruota la paletta e con cui si possono avere maggiori angolazioni di rotazione(tipo mepps,vibrax,ilba,geologic) ed infine ci sono i Veltic che sono simili ai Martin, ma hanno l'asse più lungo con il piombo anche esso più allungato e di forma conica e la paletta più lunga e di forma appuntita, tutti i modelli vanno lanciati in acqua e recuperati, la paletta inizierà a ruotare sull’asse del filo in ferro provocando la tipica movenza del rotante.

2. Cucchiaini Ondulanti, meno utilizzati in quanto meno facili da gestire in acqua corrente, hanno però la nomina di risultare molto attiranti, la loro forma è sempre quella di un cucchiaino in cui alle estremità forate si trova direttamente l’ancoretta e sul lato opposto la lenza.

3. Minnow sono imitazioni di pesciolini foraggio, anche questi non sono facilmente manovrabili, ma possono portare grandi risultati, in quanto le prede possono essere di maggior dimensione e la loro forma sicuramente può trarre più facilmente in inganno le nostre prede.

In ultimo perchè meno utilizzata, portare sempre dietro qualche piccola testina piombata in cui innestare qualche piccolo siliconico come quelli che si utilizzano nei laghetti, a volte può risolvere una giornata difficile in cui le trote non hanno voglia di uscire dalle buche e bisogna andare a cercarle nelle profondità delle loro tane.

Per la colorazione delle esche si può soltanto rimanere sul generico, infatti ci sono varie scuole di pensiero sulle varie teorie della colorazione delle esche, posso solo consigliarvi di utilizzare esche colorate e riflettenti nei giorni più ombreggiati e meno luminosi e al contrario esche poco riflettenti e di colori meno accesi nei giorni luminosi e soleggiati

Altri accessori utili sono un gillet multitasca in cui inserire le varie attrezzature e scatole portaesche, perchè sarebbe molto difficoltoso camminare tra la vegetazioni con eventuali cassette o borse, mentre una volta selezionato l'indispensabile si ripone nel gillet e si ha tutto a portata di mano,
consigliati anche waders, cosciali e stivali alti, in quanto capiterà spesso di entrare in acqua e di guadare torrenti e se non si vuole rischiare una polmonite è sempre meglio rimanere bene asciutti.



Nella pesca in torrente importante ruolo lo ricopre il mimetismo, spesso sottovalutato, le trote hanno un’ottima vista e non solo memorizzano il loro habitat, ma ricordano pure l’ambiente che le circonda fuori dall’acqua, quindi vista la loro naturale sospettosità con cui tendono a fuggire al primo segnale di pericolo, bisogna avvicinarsi all’acqua in modo silenzioso, cercando di non calpestare rami secchi e spostare pietre, come detto importante non vestirsi con colori accesi ma con abbigliamento il più naturale possibile, ancor meglio mimetico, e fare attenzione di non avere il sole alle spalle per evitare di proiettare la nostra ombra sull’acqua, appena si arriva luogo di pesca iniziare col lanciare rimanendo distanti dalle riva sotto la propria sponda, questo perché le trote potrebbero essere proprio sotto di noi, e avvicinandoci subito le faremmo scappare provocando un allarme generale, dopo aver effettuato quei lanci ci si può avvicinare e si inizierà a lanciare a ventaglio, partendo con lanci verso valle
in quanto il rumore si propaga a valle e quindi se iniziamo con il lanciare a monte rischiamo di bruciarci un tratto di fiume, poi si procederà con il lanciare negli spot più a monte, nei lanci verso corrente si recupererà lentamente e si rilascerà spesso il filo, perché si sta facendo nuotare l’esca contro corrente in modo innaturale quindi in ogni uscita di pesca si procederà sempre a risalire il fiume e mai a scendere.



Spero che questa breve guida vi possa essere utile e rimango ancor più nella speranza che le vostre prede vengano riliberate a cattura avvenuta,nel caso in cui si pratichi il C&R (spero sempre) prima di afferrare il pesce bisogna bagnarsi le mani e cercare di non poggiarlo a terra, cercate di stringere il pesce il meno possibile perchè le trote sono molto delicate, la migliore slamatura è quella in cui il pesce rimane in acqua e tramite una pinza si procede a liberarlo dall'ancoretta o dall' amo singolo.




 
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